Assistenza domiciliare

La visita al fratello povero presso il suo domicilio va riscoperta ed attuata nel modo capillare poiché la vocazione del vincenziano si riassume in questo impegno originale di servizio, personale, diretto e permanente, accanto a chi soffre, presso il suo domicilio, in quanto questa modalità salvaguarda la sua esigenza di dignità, senza che ne comprometta la personalità e la libertà.
Le riunioni di conferenza vanno frequentate perché è attraverso la formazione continua che ci si può rivestire di quello stile che dà un carattere originale e inconfondibile alla persona ed in particolare al vincenziano. Stile ecclesiale e di comunione in una relazione di amicizia che coltiva l’accoglienza e la corresponsabilità, che coinvolge tutti i membri nel rispetto del ruolo di ciascuno e inventa forme sempre nuove di progettazione e partecipazione.
Attraverso la visita domiciliare si incontrano famiglie in difficoltà di ogni tipo: per mancanza di lavoro o di abitazione, per malattie o a causa di solitudine. Ci si deve impegnare per comprendere le loro difficoltà, aiutarle, guidarle, dando loro coraggio, facendo sentire l’abbraccio di tutta la Chiesa.
Occorre riflettere criticamente sulle motivazioni che ci spingono alla solidarietà e confrontasi con i bisogni e le situazioni reali per riuscire ad elaborare progetti socialmente validi, altrimenti si rischia la precarietà ed il fallimento delle iniziative.